Attività del Co.Ve.A.Pe.Di.

NOTE ILLUSTRATIVE SULL’ATTIVITA’ DEL CO.VE.A.PE.DI.

Il CO.VE.A.PE.DI. (Consorzio Veneto Associazioni Pescatori Dilettanti) è stato costituito il 23 aprile 1980 presso lo studio del notaio dottor Umberto Caprara di Vicenza, in sostituzione del precedente CO.RE.CO. (Consorzio Veneto Concessionari).

I soci fondatori sono stati:

a)   la P.A.B.A. (Pescatori Associati Bacchiglione Astichello) di Vicenza;

b)   l’Associazione Pescatori Sportivi dell’Alto Astico di Arsiero (VI);

c)   l’Associazione Pescatori Sportivi Recoaresi di Recoaro Terme (VI);

d)   l’Associazione Pescatori di Valli del Pasubio di Valli del Pasubio (VI);

e)   l’Associazione Pescatori Sportivi “Canal di Brenta” di Carpanè (VI);

f)    la Società Mandamentale di Pescatori Sportivi “La Sorgente” di Cittadella (PD);

g)   l’Associazione Pescatori Sportivi “Medio Piave” di Pederobba (TV);

h)   l’Associazione Pescatori della “Marca Trevigiana” di Treviso;

i)    l’Associazione dell’ “Amo d’oro” di Biadene di Montebelluna (TV);

j)    la Società Pescatori “Valli del Soligo” di Pieve del Soligo (TV);

k)   l’Associazione Pescatori Sportivi del “Meschio” di Vittorio Veneto (TV).

A questi si sono poi aggiunti:

a)   il Gruppo Pescatori Sportivi di Loreggia (PD);

b)   l’Associazione Pescatori “La Fario” di Caerano S. Marco (TV);

c)   l’Associazione Pescatori “Sile” di Treviso;

d)   l’Associazione Pescatori Sportivi “Sorgenti Sile” di Cavasagra (TV);

e)   l’Associazione Pescatori Sportivi “Prà dei Gai” di Mansuè (TV);

f)    la Federazione Pescatori Sportivi “La Piave” di Nervesa della Battaglia (TV).

Il 3 dicembre 1991, per adeguarsi alle nuove regole fissate per le associazioni sportive dilettantistiche, è stato approvato l’attuale Statuto presso lo studio del notaio dottoressa Francesca Ghilardi di Spresiano (TV).

Il CO.VE.A.PE.DI. ha sede in Vicenza in via Thaon di Revel, 44.
L’Associazione, priva di finalità di lucro, è organizzata e operante a livello regionale e, attraverso le Sue associate, a livello provinciale. Essa comprende le associazioni di pescatori dilettanti che siano concessionarie di acque pubbliche per l’esercizio della pesca dilettantistica in acque da salmonidi, o che intendano diventare tali.

Il CO.VE.A.PE.DI., tramite i suoi rappresentanti, è stato presente nella commissione consultiva per l’impostazione della prima bozza della legge regionale sulla pesca. Successivamente è stato in più riprese convocato presso la Commissione consultiva permanente del Consiglio Regionale e infine ha più volte inviato osservazioni e proposte sul disegno di legge stesso e sul relativo regolamento.

L’Associazione è sorta tra l’altro per essere Ente coordinatore delle attività delle Società di pescatori aderenti e quale rappresentante di tutti gli Associati presso gli Organismi della Regione e delle Province, preposti al settore della pesca nelle acque interne.

Esso opera a livello regionale e provinciale e si propone, tramite i propri Associati, quale strumento al servizio della collettività, per la gestione delle acque pubbliche avute in concessione per la pesca dilettantistica.

La partecipazione alle varie concessioni è aperta a tutti i titolari di licenza di pesca, a parità di diritti, di doveri e di contribuzione a norma dei regolamenti regionali e provinciali.

Alla data del 30 giugno 2008 il CO.VE.A.PE.DI. raggruppa in tutto il Veneto n.16 Associazioni concessionarie di acque da salmonidi, nelle provincie di Padova, Treviso e Vicenza, alle quali sono iscritte circa 13.000 pescatori dilettanti.

Si può affermare che la costituzione del CO.VE.A.PE.DI. è stata favorita dalla Regione e da molte Province per avere un unico interlocutore in rappresentanza delle varie Concessionarie.

Quindi per tutti questi motivi il CO.VE.A.PE.DI. è in possesso, sia sul piano numerico, che su quello organizzativo a livello regionale e provinciale di tutti i requisiti richiesti dalla legge per un’attiva partecipazione alla gestione della pesca dilettantistica, attività in ordine alla quale possiede un consolidato patrimonio di esperienza tecnica e amministrativa.

Le Concessioni aderenti, che, come già detto, si interessano tutte di pesca dilettantistica in acque da salmonidi, sono nate per volontà dei pescatori rivieraschi, sono gestite secondo metodi democratici e con un rapporto ottimale tra costi e prestazioni, in quanto si basano sul volontariato; esse agiscono con lo scopo di proteggere l’ambiente in tutte le sue componenti in costante collaborazione con le Autorità preposte e non hanno fini di lucro. Sono aperte al turismo, cosa particolarmente importante per le zone a forte propensione turistica.

Inoltre esse effettuano una costante sorveglianza e favoriscono la responsabilizzazione dei pescatori e la loro educazione sportiva; è da tenere presente che sono state le Associate ad inserire per prime il concetto di limitazione di uscite, di catture e di esche.

Le Concessioni di piscicoltura consorziate nel CO.VE.A.PE.DI. hanno reso possibile l’autogestione a tutti i pescatori dilettanti appassionati, indipendentemente dalle loro idee politiche o dalle Associazioni nazionali cui eventualmente appartengono; ciò che interessa è che questi pescatori amino il Fiume e facciano del loro meglio per proteggerLo.

Questo non preclude la collaborazione con le varie Associazioni dotate di finalità statutarie diverse, ma che siano interessate al mondo della pesca e alla difesa dell’Ambiente e dei corsi d’acqua in particolare.

Fra le varie iniziative ricordiamo il ricorso del 1998 proposto al TAR per il Veneto contro la Provincia di Belluno per l’annullamento della deliberazione del Consiglio provinciale di Belluno che, nell’approvare il nuovo regolamento per la pesca nella Provincia di Belluno, stabiliva che le concessioni per l’esercizio della pesca sportiva e dilettantistica fossero rilasciate solo ad associazioni di pescatori residenti, discriminando quindi anche i pescatori non residenti nel territorio della Provincia di Belluno.

Altra iniziativa che è da ricordare è la promozione e l’organizzazione del convegno a livello regionale “Andar per fiumi“, dove si è trattato, presenti autorità regionali e provinciali, tecnici della regione (Genio Civile e Consorzi di Bonifica) e della Provincia di Vicenza, un valente giurista specialista di queste problematiche, un giudice della Corte d’Appello di Venezia amico appassionato del mondo della pesca, due valenti e appassionati tecnici che si interessano degli accessi e della vivibilità dei fiumi da parte di tutti gli amici del fiume e, infine, un nutrito numero di pescatori e di dirigenti di varie associazioni di pesca, tra le quali ricordo il Co.Ve.A.Pe.Di. e la FIPSAS.

Il primo e importante risultato raggiunto è stato quello dell’istituzione da parte della Giunta della Regione del Veneto di un Gruppo tecnico interdisciplinare avente il compito di definire le possibili soluzioni/mitigazioni al problema rappresentato dagli impedimenti all’accesso agli argini da parte dei pescatori sportivo-amatoriali.

Chi desidera altre informazioni può scrivere in sede, o inviare una e-mail a info@coveapedi.it.

In alternativa può telefonare al numero 0424 227941 (con deviazione di chiamata) – fax 0424 233511.

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